I box: come utilizzarli e quali sono i migliori

Pubblicato da Andrée Valentina Pedotti il

C’è chi è a favore e chi è contrario, ma al di là del dibattito, oggi parliamo dei box, quello strumento che viene in aiuto a moltissimi genitori che scelgono questo piccolo recinto per fare giocare i bambini in libertà e sicurezza.

Come tutto, il box per bambini va utilizzato con buon senso. Non è giusto nemmeno demonizzarlo, come se fosse una gabbia in cui piazzare i piccoli quando non vogliamo occuparcene. Anzi. E dall’altra parte è giusto utilizzarlo con coscienza, limitando il tempo passato lì dentro e sfruttandolo in maniera intelligente.

migliori box per bambini

I box, quindi, dovrebbero essere utilizzati con i bambini quando davvero ce n’è bisogno.

Meglio sfruttarli prima dell’anno di età: nel momento in cui i bambini cominciano a camminare, infatti, limiteremmo i loro movimenti, trasformando davvero in “prigione” il box. Dal momento in cui sanno rotolarsi, reggersi da soli e gattonare (dai 4 mesi circa, quindi), fino a quando cominciano a camminare, possiamo dunque sfruttare la comodità e la sicurezza di questi mini recinti, mettendo al loro interno anche dei giocattoli sicuri, come dei peluche o dei mattoni in cartone.

Come dicevamo, è meglio comunque limitarne l’uso, piazzandoci i bambini quando davvero ce n’è bisogno. In questo modo, il box diventa uno strumento per la gestione più leggera della routine, un oggetto che ci viene incontro per gestire meglio le giornate. Ad esempio, quando mamma o papà sono soli in casa e devono fare una doccia, cucinare, caricare le lavatrici…

Nei momenti di bisogno, quindi, sì al box, da chiudere e non usare nel momento in cui, invece, siamo insieme al bambino e possiamo guardarlo a vista, giocando con lui o comunque osservandolo mentre facciamo altro.

Ma perché, allora, non mettere direttamente nel lettino con le sbarre i bambini? In realtà il box è molto più sicuro, perché realizzato apposta per bambini che si muovono, e non che stanno dormendo, con pareti morbide e semitrasparenti, degli appigli morbidi e una conformazione tale da non potersi rovesciare.

La scelta dovrà ricadere dunque su box sicuri, certificati, che si adattino alle nostre esigenze. Se abbiamo una casa grande, possiamo sceglierlo di qualsiasi dimensione, mettendo in conto che, per comodità, potremo tenerlo aperto. Se invece gli spazi sono più piccoli, o semplicemente se vogliamo avere la casa più in ordine, possiamo sceglierne uno facilmente richiudibile, con dimensioni ridotte anche da chiuso (come la Chicco Open Box, pensata anche per gli spostamenti e i viaggi).

Se sappiamo che lo sposteremo di stanza in stanza, è giusto anche valutare il peso del box (Cam e Brevi ne hanno fatti di leggerissimi).

Osserviamo, poi, il pavimento del box: meglio che sia imbottito (soprattutto se il bambino lo utilizzerà nei mesi invernali, perché l’imbottitura isolerà dal freddo del pavimento), con bordi e spondine antiurto. E se il tappetino interno imbottito è removibile, tanto meglio: potremo utilizzarlo anche fuori dal box e, soprattutto, lavarlo all’occorrenza in maniera comoda e semplice.

Per chi vuole, invece, uno spazio interno più ampio, possiamo trovare anche dei veri e propri recinti, spesso con sbarre in legno, pensati per essere appoggiati in una stanza grande. Basterà mettere sul pavimento un tappeto a pelo lungo o un tappeto-puzzle in gomma, per far sì che il bambino abbia una superficie morbida e sicura sulla quale giocare in tranquillità.

Di Giulia Mandrino per La soffitta di Gi

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